Cari amici, vengo a scrivervi sul proseguimento terapeutico del caso complesso postato  il 26 aprile 2020.Ci eravamo lasciati con il paziente che indossava una protesi fissa superiore in ceramica e una protesi mobile inferiore provvisoria.Lo stesso desiderando assolutamente una protesi fissa inferiore ,in assenza di appoggi,mi fece optare posteriormente per una soluzione implantare , mentre per il settore anteriore, particolarmente usurato, sembrò corretta una riabilitazione definitiva con corone in ceramica.Ad una scrupolosa osservazione si notò che le gengive infero-posteriori erano da ambo i lati molli e delicate quindi non in grado di accogliere impianti ,potendo determinare nel tempo una scopertura degli stessi e una igiene inadeguata per possibile trauma da spazzolino.La durata degli impianti  dipende da un ottima qualità dell’osso,dall’assenza di traumi specie nella fase iniziale , da una buona igiene e da un gengiva adeguata ad accoglierli. Sul primo punto dietro indagine tomografica non avevo dubbi,sul secondo e terzo venne adeguatamente motivato il paziente,sull’ultimo punto potevo intervenire solo chirurgicamente.Si procedette pertanto con un intervento per innesto epiteliale in grado di rendere la gengiva resistente  e pulibile ,con prelievo dal palato giacchè lo stesso è rivestito di mucosa  dalle giuste caratteristiche.Dopo 4-5 mesi di maturazione  della ferita chirurgica si poterono inserire impianti di sicura durata.Nella fase di attesa la protesi mobile inferiore garantì al paziente la masticazione e la rieducazione della funzione visto che per molti anni aveva utilizzato soltanto i denti anteriori.

Rimanete sintonizzati…prossimo step la protesizzazione inferiore!!

Prima

Durante

Dopo